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24/01/2018 Alcuni modelli multiscala di interfaccia imperfetta con applicazioni a materiali compositi
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Raffaella Rizzoni (Università di Ferrara)
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Seminari di Analisi AA 2017/2018
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Corso per Informatore Cosmetico
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Siglata la convenzione per l’attuazione del Corso di formazione per Informatore Cosmetico Qualificato (ICQ®) tra l’Università di Ferrara, l’ente di formazione privato Certa Thesis s.r.l. e Cosmetica Italia – Unipro Servizi s.r.l. , l’associazione di rappresentanza delle imprese che fanno parte del sistema nazionale della cosmesi.
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Agenda 17: Tra Usa e Brics: l’Europa deve guardare a Oriente e al Sud del Mondo se vuole crescere, intervista all’economista Paolo Pini (2 gennaio 2025)
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I rischi di un mercato alternativo al dollaro, la crescita dell’industria europea e i rapporti con l’Africa. Intervista a cura di Sandy Fiabane.
Dopo il vertice dei Brics a Kazan, si fa sempre più chiara la volontà di questi Paesi di ridefinire gli equilibri geopolitici internazionali. I temi in gioco sono tanti: il multilateralismo, la possibilità di un mercato alternativo al dollaro, il ruolo dell’Africa e i possibili cambiamenti con la nuova amministrazione americana. Come si posiziona l'Europa in questo scenario? Lo abbiamo chiesto a Paolo Pini, già docente di Economia politica presso l’Università di Ferrara.
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MUSOLESI ANTONIO
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Associate professor in Econometrics, at the Department of Economics and Management (DEM), University of Ferrara, Italy. Graduated at the University of Bologna (Italy) with a dissertation on the estimation of the production function with time series, continued the education with a MSc in Statistics and Econometrics at the Toulouse School of Economics and finally got a Ph.D. in Economics at the University of Nice-Sophia Antipolis in 2004 on the econometric modelization and estimation of the so called knowledge capital production function. He has been senior researcher at INRA in Grenoble, visiting research fellow at LSE in London and research fellow at CERIS CNR institute in Milan. He also has been short visiting research fellow at ERUDITE, University of Paris-Est in Paris, at TSE in Toulouse, at SPRU, University of Sussex and at the Institut de Mathématiques de Bourgogne. His main research fields are applied econometrics – panel data, nonparametric models and time series – and economic of technological change and productivity with a focus on the role of the environment. Published among other journals in Journal of Applied Econometrics, Studies in Nonlinear Dynamics & Econometrics, Economic Modelling, Economics Letters, Journal of Productivity Analysis, Applied Economics, Journal of Economic Geography, Industrial and Corporate Change.
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Speziari Daniele
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Daniele Speziari, dottore di ricerca dell'Università degli Studi di Milano e dell'Université de Reims Champagne-Ardenne, è professore associato presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Ferrara, per il SSD FRAN-01/B, Lingua, Traduzione e Linguistica francese. In precedenza è stato assegnista e borsista presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell'Università di Verona (2014-2020) e docente a contratto di Linguistica Francese e Traduzione tra Francese e Italiano presso la Fondazione Università di Mantova (2015-2021). È segretario del Gruppo di Studio sul Cinquecento Francese, P.I. del progetto PRIN PNRR 2022 « Revisiting and E-Mapping Theatre Translations of Ancient and Modern Classics in 16th-century France », membro del progetto PRIN « Costituzione del corpus del teatro francese del Rinascimento » (coord. Rosanna Gorris Camos) e del progetto di ricerca DUBI, « Du Bellay et l'Italie ». È autore della monografia La Plume et le pinceau: Nicolas Denisot, poète et artiste de la Renaissance (1515-1559) (Ginevra, Droz, 2016), di un'edizione critica dell'Agamemnon di Roland Brisset (pubblicata in La tragédie à l'époque de Henri IV (1589), "Théâtre français de la Renaissance", III serie, vol. 1, Firenze, Olschki, 2020), e di oltre venti articoli. I suoi interessi vertono principalmente sulla storia della lingua francese, con particolare riferimento all'epoca della Pléiade; sulle traduzioni francesi (dall'italiano e dal latino) del Rinascimento, anche nella loro funzione di ausilio per l'insegnamento o l'apprendimento delle lingue; sulla lingua dei noëls della prima metà del Cinquecento. Attualmente si occupa soprattutto della produzione di Jean-Pierre de Mesmes, grammatico, traduttore e divulgatore scientifico del Rinascimento.
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1) Cellule epiteliali polmonari di linea (A549), fibroblasti polmonari e cellule endoteliali della circolazione polmonare.
Effetto del Particolato ambientale PM 10, 2,5 e 1 in combinazione con l’ozono, sui livelli di LDH e sulla proliferazione cellulare, sull’espressione di geni dello stress ossidativo e sul livello di proteine implicate nell’assorbimento delle Vitamine C ed E (TTP, ABCA1, SRB1), citofluorimetria a flusso per la misura delle variazioni del ciclo di divisione cellulare.
2) Cellule di carcinoma bronchiale di linea (CALU-3) ed A549:
Effetto del fumo di sigaretta in combinazione con O3, sull’espressione di geni e sul livello di proteine implicate nella comunicazione cellulare (connessine ed integrine), immunolocalizzazione in fluorescenza e caratterizzazione morfologica delle gap-junctions con l’ausilio delle relative tecniche microscopiche. Tecniche citofluorimetriche, per la misura delle Caspasi 3 e 7 nello stato di apoptosi indotta dagli agenti stressogeni.
3) In colture CALU-3 e A549: Studio dell’espressione genica e proteica di geni regolatori di Canali Cloro: ClC2-3-5 coinvolti nella depolarizzazione di membrana, trattate con Ozono, misura dell’attività elettrica cellulare con la tecnica del patch clamp.
4) Studio dei meccanismi di regolazione dell’attività e delle variazioni morfologiche mitocondriali in colture primarie di fibroblasti umani da pazienti affetti da sindrome di RETT.
5) Cheratinociti primari ed immortalizzati (HaCaT), cellule A549 in collaborazione con ARPAE Ferrara:
Effetto del PM 0.1 sulla vitalità cellulare, sull’espressione e modificazioni post trascrizionale dei recettori e proteine implicate nel traffico del colesterolo (SRB1, ABCA1). Modulazione e localizzazione del recettore HO-1, NQO-1.
6) Cheratinociti primari ed immortalizzati (HaCaT), cellule A549: Studio degli effetti provocati dall’esposizione diretta di gas di scarico di motore diesel su cellule in coltura. Misura dell’attività enzimatica e dei principali geni attivati time course e curva dose risposta ottenuta nei diversi tempi dal contatto con il gas.
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Programma Corso di Sociologia di Genere e della Salute 23-24 MED
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Obiettivi formativi : Il corso ha l'obiettivo di far conoscere alla studentessa e allo studente come i determinanti sesso e genere condizionino salute e malattia; in cosa consistono i cosiddetti “gender bias” e gli stereotipi di genere e come queste conoscenze potranno innestarsi nella ricerca e pratica clinica. Al termine del corso studentesse e studenti, applicando competenze apprese, saranno in grado di riconoscere stereotipi e pregiudizi di genere; comprendere come incidono nella pratica clinica e porvi rimedio Prerequisiti: E' preferibile la conoscenza della lingua inglese Contenuti del Corso: Si offre una integrazione umanistica alla pratica biomedica, per l’approfondimento di conoscenze sulle caratteristiche di sesso e genere, identità sessuale e di genere, orientamento sessuale, ruolo sessuale e sessuato; contrasto a discriminazioni e diseguaglianze correlate il patriarcato il maschilismo, il sistema sesso/genere delle società; alcuni approfondimenti sul genere in ambito famigliare e lavorativo per la conoscenza della quotidianità dei e delle pazienti. Si approfondirà come le differenze sessuali e di genere sono trattate in salute/malattia, esplorando le potenzialità dell’approccio “sex and gender based”, la “medicina di genere”, ed in questo, tra l’altro, il fenomeno della violenza di genere, con la rassegna delle varie tipologie che mettono in campo anche considerazioni di tipo bioetico, considerandone la natura di “comportamento evitabile”. Verranno approfonditi anche gli aspetti legislativi che caratterizzano il nostro Paese come unico in Europa con legge sulla medicina di genere. Metodi didattici: Verranno proposte lezioni frontali in aula e in streaming. A corredo del volume in dotazione, verranno pubblicati sulla piattaforma del corso, video e documenti vari. Modalità di verifica dell'apprendimento La valutazione finale prevede una prova scritta, composta da due domande a risposta aperta. Testo in dotazione: Signani F. (2015) Salute Bene Comune, Volta la Carta Editore, Ferrara Materiale didattico: Documenti e video a corredo del volume in dotazione verranno caricati in piattaforma Classroom Codice del corso: 3zujqbt
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Programma Corsi 24-25 Sociologia di Genere e della Salute - MED e Sociologia di Genere - StUm
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Progetto di ricerca per il FAR 2010 - Abstract:
“La politica di coesione dell’U.E. e la strategia Europa 2020”
1. Obiettivi e contenuto del progetto
In occasione del Consiglio europeo che si è svolto a Bruxelles a metà giugno del 2010, i leader europei hanno adottato la nuova strategia decennale per l'occupazione e la crescita, denominata “Europa 2020”, la quale – oltre a promuovere la realizzazione di riforme strutturali da parte degli Stati membri – comporterà anche una rivisitazione del ruolo e della collocazione dell’attuale politica di coesione economica, sociale e territoriale nell’ambito delle politiche comunitarie a partire dal 2013.
D’altro canto, ancora una volta l’Italia si dimostra un paese con una capacità di realizzazione dei progetti di sviluppo cofinanziati dall’U.E., mediante i fondi strutturali, molto limitata: alla fine del 2009, infatti, erano stati impegnati solo 10 mld. di euro, rispetto ai 60 in programma per il settennio 2007-2013, e ne erano stati pagati ancora meno, cioè circa 4,6 mld. che costituisce un ammontare inferiore a un decimo della complessiva disponibilità finanziaria.
Alla luce di tali esiti e dei connessi elementi di valutazione critica pare del tutto opportuno svolgere un progetto di ricerca, di durata pluriennale, con il quale perseguire i seguenti obiettivi:
a) verificare dalla metà del periodo in poi l’effettiva attuazione della politica di coesione economica, sociale e territoriale nel periodo di programmazione 2007-2013, a livello nazionale e regionale, nonché le prospettive di realizzazione che si presentano per la seconda parte del periodo;
b) definire in modo chiaro ed univoco l’effettivo impatto che produrrà l’adozione e il perseguimento della strategia “Europa 2020” sul ruolo, i contenuti e le risorse finanziarie attribuite alla futura politica di coesione dell’UE, soprattutto a livello italiano;
c) seguire da vicino il dibattito già da qualche tempo avviato, sia sul piano istituzionale che su quello strettamente scientifico , circa le prospettive che si presentano per la politica di coesione dopo il 2013 a livello europeo, anche in seguito all’eventuale riforma del bilancio e del sistema di finanziamento della UE.
In tal modo si presume di poter fornire un contributo di tipo conoscitivo tutt’altro che trascurabile ai fini dell’impostazione in modo più coerente dei nuovi programmi di sviluppo che le Amministrazioni pubbliche decentrate del nostro paese dovranno predisporre per riuscire a usufruire pienamente del cofinanziamento comunitario.
Il conseguimento di questi rilevanti, quanto impegnativi obiettivi implica la realizzazione di un progetto di ricerca di durata pluriennale, cioè dall’anno 2010 al 2013, articolato in 3 sottoprogetti, vale a dire uno per ciascuno degli obiettivi in precedenza stabiliti, chiaramente quanto strettamente connessi tra loro, sia dal punto di vista logico che da quello temporale:
- Sottoprogetto 1: Verifica dell’attuazione in Italia della politica di coesione 2007-2013 a metà periodo e delle prospettive di successiva realizzazione;
- Sottoprogetto 2: Definizione delle implicazioni derivanti dalla strategia “Europa 2020” sulla futura politica di coesione dell’UE a livello europeo;
- Sottoprogetto 3: Sviluppo e principali conclusioni del dibattito scientifico ed istituzionale sulla prossima riforma della politica di coesione;
2. Soggetti coinvolti nel progetto
Per la realizzazione del progetto si prevede di costituire un gruppo di lavoro nell’ambito del Centro di Documentazione e Studi sulle Comunità europee di cui il proponente è direttore pro tempore, formato da vari esperti della materia; esso dovrebbe poter usufruire della collaborazione da parte delle competenti strutture pubbliche, tra cui in particolare il Dipartimento delle Politiche per lo Sviluppo e la Coesione del Ministero dello Sviluppo Economico, mediante una tempestiva fornitura della necessaria documentazione statistico-amministrativa a livello di singole regioni.
3. Tempi previsti per la realizzazione del progetto
Dal punto di vista operativo, il conseguimento degli obiettivi stabiliti e la realizzazione dei corrispondenti sottoprogetti richiedono un’articolazione temporale che può essere così illustrata:
i) a.a. 2010-11: svolgimento completo del sottoprogetto a) e svolgimento parziale del sottoprogetto b);
ii) a.a. 2011-12: completamento del sottoprogetto b) e svolgimento parziale del sottoprogetto c);
iii) a.a. 2012-13: completamento del sottoprogetto c) e valutazione complessiva dei risultati conseguiti nell’ambito del progetto.
In altre parole, il progetto complessivo ha una durata pluriennale, ma ne è prevista una scomposizione annuale in funzione dell’acquisizione dell’indispensabile documentazione circa la graduale realizzazione dei vari progetti di sviluppo.
D’altro canto, il percorso così delineato sembra risultare del tutto congruo rispetto alla presumibile esigenza delle Amministrazioni pubbliche nazionali, nonché dei soggetti privati coinvolti nell’implementazione della politica di coesione, presente e futura, di acquisire e disporre con un certo anticipo temporale degli elementi informativi necessari per impostare ed attuare le procedure previste dalla normativa comunitaria per passare dall’attuale programmazione della politica di coesione della UE alla prossima, riducendo almeno parzialmente le difficoltà finora incontrate in tale passaggio evolutivo.
4. Benefici attesi
I benefici che ci si potrebbe attendere dalla realizzazione del progetto svolto nell’ambito dell’attività di ricerca del CDE dell’Università di Ferrara a favore del contesto socio-economico nel quale esso pera, possono essere individuati nei seguenti:
- da un lato, in una valutazione del monitoraggio particolarmente tempestiva circa il procedimento di erogazione delle spese a favore dei soggetti destinatari che verrà realizzato durante il periodo 2007-2013;
- dall’altro, in una notevole ricaduta sulle Amministrazioni pubbliche interessate, sottoforma di una più elevata dotazione di risorse finanziarie che potrebbero essere attribuite al nostro paese per il prossimo periodo di programmazione, cioè dopo il 2013, grazie al previsto riparto della riserva di efficienza (e di efficacia).
Progetto di ricerca per il FAR 2011 - Abstract:
Progetto “Governance dei livelli di governo per un coordinamento delle misure economico-finanziarie per le PMI”
In una ricerca, condotta qualche anno addietro e presentata in occasione di una Conferenza internazionale (il cui testo è stato recentemente pubblicato; cfr. Bruzzo, 2011), si è pervenuti a evidenziare vari risultati in merito ai contributi e agli incentivi finanziari erogati in Italia a favore delle PMI da parte dei competenti organismi pubblici, tra cui l’elevata numerosità delle misure assunte, senza però alcun adeguato coordinamento e talvolta anche in sovrapposizione tra loro. Infatti, nonostante il decentramento istituzionale e amministrativo conseguente alla riforma della Costituzione avvenuto dall’inizio del decennio scorso o, forse, proprio in seguito a tale riforma, i ministeri governativi operano in ambiti di competenza concorrente con le Regioni, così come gli Enti decentrati assumono iniziative non sempre riconducibili a un organico disegno programmatico come quello cui dovrebbe provvedere la Regione nella sua veste di Ente d’indirizzo, programmazione e coordinamento, quantomeno sul proprio territorio regionale.
Conseguentemente, il progetto rappresenta un’ideale continuazione di quello studio, e consiste in un primo tentativo di effettuare una ricognizione delle numerose misure d’incentivazione finanziaria, adottate ai vari livelli di governo operanti nel nostro paese e destinate a ricadere su una determinata porzione del territorio regionale, attraverso anche il consolidamento per settori d’intervento delle risorse stanziate dagli enti che verranno effettivamente considerati.
In altre parole, il progetto è finalizzato a verificare le modalità concrete mediante le quali pervenire ad un maggior coordinamento delle vigenti misure di politica economico-finanziaria, attivando le possibili forme di governance tra le Amministrazioni pubbliche coinvolte, a livello nazionale (ministeri), regionale (Amministrazione regionale ed eventuali sue Agenzie) e locale (Provincia e Camera di Commercio, nonché Fondazioni bancarie), all’evidente fine di migliorare l’efficacia di tali interventi, eliminando possibili duplicazioni e favorendo invece il rafforzamento dell’impatto sul territorio delle scarse risorse finanziarie disponibili, soprattutto nella fase di particolari difficoltà congiunturali che sembrano destinate a prolungarsi per molto tempo ancora.
Poiché fra tali misure figurano anche quelle assunte nell’ambito della politica di coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione europea per il periodo di programmazione 2007-2013, si verificherà la possibilità di anticipare l’attivazione già nel biennio rimanente (2012-2013), la nuova formula proposta dalla Commissione europea per il periodo 2014-2020, vale a dire il “contratto di partenariato”, sebbene la bozza di normativa recentemente diffusa preveda che quello debba essere applicato ad un livello superiore, cioè fra la stessa Commissione e i singoli Stati membri. In altre parole, si tratterebbe di replicare a livello locale l’assunzione di reciproci impegni in modo ufficiale, al di là di quanto possa avvenire sulla base di modalità informali e non ufficiali.
Come campo d’indagine ci si riferirà agli incentivi destinati alle PMI in vari ambiti (dall’acquisto di macchinari all’innovazione tecnologica, ecc.), mentre come area territoriale di riferimento s’intende considerare la provincia di Ferrara, non solo al fine di potersi avvalere dell’auspicata collaborazione da parte dei competenti uffici delle Istituzioni operanti localmente, ma anche perché in tale contesto istituzionale si rinvengono concreti esempi di coordinamento attraverso l’istituzione di vari organismi (ad esempio, l’Associazione per l’Innovazione) e sedi di concertazione (ad esempio, la Consulta provinciale per l’economia e il lavoro), sia fra le stesse Amministrazioni locali sia con le varie organizzazioni rappresentative degli operatori economici privati. Le diverse misure saranno valutate in termini sia di efficacia realizzata che di potenziali futuri benefici.
Riferimenti bibliografici:
- Bruzzo A. (2011), “Public Policies for Italian SMEs: Instruments, Results and Current Trends”, in G. Calcagnini, I. Favaretto (eds.), The Economics of Small Business. An International Perspective, Physica-Verlag, Berlin-Heidelberg, pp. 81-100.
-Mattei J. (2008) “VC Managers, Incentive Schemes and Transitioning Economies”, in International Review of Business Research Papers, vol. 4, n.1, pp. 233-248, January.
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L’Italia chieda una Bretton Woods per l’eurozona
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Testo dell'Appello e modalità di adesione
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Appello: L’Italia chieda una Bretton Woods per l’eurozona (2014)