CURRICULUM VITAE DEL PROF. GUIDO ZAVATTINI

DATI ANAGRAFICI
Nato a Ginevra, Svizzera il 17/04/1963
Residente a Ferrara in Via Val Trebba 21, 44124, Ferrara, Italia

TITOLI
23/01/2014: Abilitazione 02/A1 – Professore prima fascia: Fisica sperimentale delle interazioni fondamentali
27/12/2013: Abilitazione 02/B3 – Professore prima fascia: Fisica applicata
20/10/1995: Diploma di Dottore di Ricerca in Fisica (data riportata sul diploma)
23/09/1993: Esito esame per il conseguimento del Titolo di Dottore di Ricerca in Fisica
31/03/1993: Vincita Post-Doc INFN presso la sezione INFN di Trieste
05/04/1990: Vincita Borsa INFN per neo-laureati (non usufruita)
02/03/1989: Diploma di Laurea in fisica presso l'Università degli Studi di Pisa (voto 110/110)

PERCORSO DI STUDIO
05/1993-05/1994: Post-Doc presso INFN-Trieste
3/1990-3/1993: Dottorato di ricerca, V ciclo, presso l'Università degli Studi di Bologna
11/1982-03/1989: Corso di laurea in fisica presso l'Università degli Studi di Pisa con voti 110/110
06/1982: Baccalaureato Internazionale in lingua inglese presso la scuola Internazionale di Ginevra, Svizzera.

RUOLI ACCADEMICI
01/11/2018 - presente: Posizione attuale: Professore Associato confermato presso l’Unversità degli Studi di Ferrara (FIS/01)
01/11/2018: passaggio al settore FIS/01
29/12/2011: Professore Associato Confermato – FIS/07
29/12/2008: Presa di servizio come Professore Associato
28/2/2008: Idoneo per la posizione di Professore Associato - FIS/07
15/8/2002 - 15/8/2003: In congedo presso University of California, Davis, USA come Senior Research Scientist
1/9/1997 - 29/12/2008: Ricercatore Universitario Confermato – FIS/01
1/9/1994 - 31/8/1997: Ricercatore Universitario non confermato – FIS/01

ATTIVITÀ DIDATTICA
Insegnamenti:
AA 1997/98 – 2012/2013
- Docente di Fisica Generale II per in corso di laurea in Ingegneria Elettronica presso l'Università di Ferrara
AA 2009/2010 – 2013/2014
- Docente di Fisica Generale II per in corso di laurea in Ingegneria Meccanica presso l'Università di Ferrara
AA 2013/2014 – 2019/2020
- Docente di Fisica Generale II per in corso di laurea in Fisica presso l'Università di Ferrara
AA 2014/2015 – 2019/2020 e 2021/2022 - presente
- Docente di Elettromagnetismo avanzato per il corso laurea Magistrale in Fisica presso l’Università di Ferrara (corso tenuto integralmente in lingua inglese)
AA 2021/2022 – presente
- Docente di Fisica Generale I - secondo modulo per in corso di laurea in Fisica presso l'Università di Ferrara

Incarichi Istituzionali
AA 1994/95 all'AA 1996/97
- Esercitazioni di Fisica I per il corso di laurea in Ingegneria Elettronica a Ferrara, vecchio ordinamento.
- Esercitazioni di Metrologia per il corso di laurea in Ingegneria Elettronica a Ferrara, vecchio ordinamento.

Studenti che hanno completato i loro studi sotto la supervisione del Prof. Guido Zavattini
5 laureati - Fisica Medica
8 laureati - Esperimento per la misure delle birifrangenza magnetica del vuoto
2 dottorandi di ricerca - Esperimento per la misure delle birifrangenza magnetica del vuoto
1 dottore di ricerca - PET per piccoli animali

Partecipazione ad esami di profitto
Fisica I - Ing. Elettronica, Metrologia - Ing. Elettronica, Fisica II - Ing. Elettronica, Inglese, Fisica I e II – Fisica.

ALTRI INCARICHI PROFESSIONALI
4/2007 – 4/2013: Membro dello Scientific and Technical Advisory Committee
(STAC) per EGO (European Gravitational Observatory) per il progetto VIRGO
7/2015 – 6/2017: Coordinatore gruppo II dell'INFN-sezione di Ferrara
7/2004 – 7/2011: Coordinatore gruppo II dell'INFN-sezione di Ferrara
7/98 - 7/2002: Coordinatore gruppo II dell'INFN-sezione di Ferrara
- Referee di attività di ricerca INFN della commissione II in corso: Esperimenti VIRGO, SABRE, ARCHIMEDES
- Referee per la ‘Call sulla Dark Matter’ di Commissione V dell’INFN, 2015
- Referee di attività di ricerca INFN della commissione II e V concluse: Esperimenti MICRA, ADCOAT, RARENOISE, NUFACT, RAP, HARP
- Referee per conto della Czech Science Foundation per 2 proposte di ricerca in Fisica (legate all’esperimento OSQAR presso il CERN di Ginevra)
- Referee per la rivista NIMA e EPJ D
1994 - oggi: Associato con incarico di ricerca all'INFN-sezione di Ferrara
1993 - 1994: Associato INFN-sezione di Trieste
1990 - 1993: Associato INFN-sezione di Bologna
1988 - 1989: Associato INFN-sezione di Pisa
12/94 - 02/2006: Incaricato della radioprotezione

RESPONSABILITA’ DI PROGETTI DI RICERCA
- Proponenente/spokesperson della proposta di progetto internazionale VMB@CERN.
- Responsabile nazionale per l'esperimento VMBCERN finanziato dall’INFN, commissione scientifica II, dal 1/2020 ad presente. Si propone di misurare la birifrangenza magnetica del vuoto presso il CERN
- Responsabile nazionale per l'esperimento PVLAS finanziato dall’INFN, commissione scientifica II, dal 1/2008 ad 2019. Tentativo di misurare la birifrangenza magnetica del vuoto presso il laboratorio a Ferrara. Migliore limite mondiale attuale.
- Responsabile locale per l'esperimento PVLAS finanziato dall’INFN, commissione scientifica II, dal 9/94 al 8/2002 e dal 8/2003 al 2008
- Coordinatore nazionale per il progetto PRIN2009: Ellissometria ottica per esperimenti di fisica fondamentale
- Coordinatore locale di Ferrara per il progetto PRIN2006: Studio degli effetti sistematici dovuti agli specchi in un ellissometro ad alta sensibilità basato su una cavità Fabry-Perot 
- Coordinatore locale di Ferrara per il progetto COFIN2000: Sviluppo di rivelatori sensibili alla posizione ad alta risoluzione spaziale per applicazioni PET.

COMMISSIONI DI CONCORSO
2012 Presidente di commissione per tecnologo INFN III livello a tempo determinato presso la sezione di Padova (PD/T3/333)
2011 – 2013 Membro di commissione per assegni di ricerca INFN presso la sezione di Ferrara
2012 Membro di commissione per il concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca in Fisica presso l’Università di Ferrara
2010 Membro di commissione concorso INFN 13706/2010 a 8 posti per ricercatore INFN III livello
2006 Membro di commissione per concorso da Ricercatore Universitario FIS/01 presso l’Università di Perugia
2004 Membro di commissione per concorso da Ricercatore Universitario FIS/01 presso l’Università di Padova
2003 Membro di commissione per il concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca in Fisica presso l’Università di Ferrara
2000 Membro di commissione per concorso da Ricercatore Universitario FIS/01 presso l’Università di Firenze

CONOSCENZE DI LINGUE
Italiano: Madre lingua
Inglese: Madre lingua
Francese: Ottima conoscenza

BREVETTI
- Rivelatore per tomografia ad emissione di positroni per piccoli animali
Autori: Guido Zavattini, Nicola Sabba, Elena Moretti, Giovanni Di Domenico, Nicola Cesca. Anno: 2004. Deposito numero: BO2004A000277.
- Metodo e apparecchiatura per tomografia PET/SPECT 
Autori: Del Guerra A; Belcari N; Bartoli A; Fabbri S; Di Domenico G; Zavattini G. Anno: 2007. Deposito numero: Pisa 0001385891 
- Dispositivo rivelatore per la misura di radioattività di campioni e metodo di misura
Autore: Guido Zavattini. Deposito numero BO20120313

ALTRE ATTIVITÀ SCIENTIFICHE
- Deputy Program Chairman del IEEE Nuclear Science Symposium 1999, Seattle, Washington (USA), Ottobre 24-26, 1999

PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE
Co-Autore di 109 pubblicazioni su riviste internazionali con peer review elencato alla fine del presente CV.
H-index: 31 (Scopus)

Capitoli su libro:
- Guido Zavattini and Alberto Del Guerra, "Small Animal Scanners" Chapter 10 in Ionizing Radiation Detectors for Medical Imaging, Edited by Alberto Del Guerra, World Scientific Publisher, ISBN 9812386742 (2004) pp. 385-464.
- Giovanni Di Domenico and Guido Zavattini, “Advances in SPECT Insturmentation (including small animal scanners)”, Chapter 4 in Technetium 99m Radiopharmaceuticals: Status and Trends, Publisher: International Atomic Energy Agency, 2009, ISBN:978-92-0-103509-7

ALTRO
Socio fondatore della società spin-off NeM s.r.l. (Nuclear e-Mission), Ferrara, Italia

PRINCIPALI ATTIVITÀ DI RICERCA IN CORSO
FISICA FONDAMENTALE:
L'ESPERIMENTO VMB@CERN
L'esperimento PVLAS (vedi paragrafo qui sotto) ha messo in luce un contributo di rumore termico intrinseco in birifrangenza generato dagli specchi di una cavità con finesse > 100000. Nell'esperimento PVLAS il polarimetro era dotato di una cavità con finesse 700000 usata come amplificatore di segnale. Per questo motivo è stato proposto un nuovo esperimento, VMB@CERN, che sfrutta una nuova tecnica polarimetrica che permette di usare campi magnetici statici generati da magneti superconduttori: in particolare un magnete dipolare di riserva dell'acceleratore LHC del CERN. In principio tale schema permetterebbe una misura della birifrangenza magnetica del vuoto per la prima volta in pochi giorni di integrazione.
Uno studio del nuovo schema è finanziato dall'INFN fino alla fine del 2022. Inoltre è stata sottomesso una Lettera d'Intenti al comitato SPSC del CERN. Il lavoro è in corso che dovrebbe portare ad un proposal per un progetto completo che comprende anche istituzioni internazionali.

L'ESPERIMENTO XENONnT
Dal 2019 mi sono inserito nella collaborazione XENON che si propone una rivelazione diretta di materia oscura. Si tratta di una Time Projection Chamber a doppia fase (liquido-gas) di Xenon che ha subito una evoluzione negli anni per quanto riguarda il volume di materiale attivo passando da una massa di circa 100 kg a diverse tonnelate. Attualmente il rivelatore contiene circa 4 tonnellate di Xenon liquido nella zona fiduciale. Rispetto alla versione precedente il fondo è stato ridotto al punto che neutroni veloci radiogenici emessi dai materiali che costituiscono la TPC generano un fondo dominante come eventi di rinculo nucleare (WIMP). Per questo motivo XENONnT comprende un Neutron Veto progettato e costruito dalla collaborazione. La mia esperienza (molti anni fa) mi ha portato a contribuire a questo rivelatore di neutroni.
Il criostato centrale è circondato da 700 m^3 di acqua dotato di fotomoltiplicatori per rivelare muoni cosmici. Nella parte interna a circa 1.5 m dalla criostato sono stati installati fogli diffondenti dotati di una seconda serie di fotomoltiplicatori al loro interno. Neutroni emessi da materiali all'interno del criostato possono diffondere verso l'esterno arrivando all'acqua. L'acqua modera i neutroni che al momento vengono catturati dai protoni dell'acqua emettendo un gamma da 2.2 MeV. Gli elettroni Compton generano luce Cerenkov che viene rivelata. In un futuro vicino verrà inserito del gadolinio nell'acqua per aumentare la sezione d'urto di cattura e ridurre il tempo di cattura.
Al momento, anche con solo acqua, il neutron veto risulta comunque il più performante mai costruito.

Attività in stand-by o conclusa:
FISICA FONDAMENTALE: L'ESPERIMENTO PVLAS (Responsabile nazionale dal 2008 - 2018).
L' esperimento PVLAS, finanziato dalla commissione scientifica II dell’INFN e da un progetto PRIN2009, si propone di misurare direttamente la birifrangenza magnetica del vuoto indotta da un intenso campo magnetico. Tale effetto, previsto dalla QED, riguarda l'interazione fotone - fotone tramite l'effetto detto "polarizzazione del vuoto". La birifrangenza magnetica prevista dalla QED è ∆n/B2 = 3.96·10-24 T-2. Al momento l’effetto Casimir è l’unico effetto macroscopico dovuto all’energia di punto zero, che però, riguarda fotoni. L’osservazione della birifrangenza magnetica del vuoto sarebbe la prima osservazione macrosopica dell’energia di punto zero per particelle cariche.
Inoltre l'esperimento PVLAS potrà porre dei nuovi limiti, in laboratorio, sulla massa e costante di accoppiamento di nuove particelle neutre che si accoppiano a due fotoni. Tali particelle potrebbero contribuire alla materia oscura (Axion-Like Particles).
Al momento, tale esperimento ha fornito i migliori limiti mondiali sulla birifrangenza magnetica del vuoto (∆n = (12±17)·10^(-22) @ 2.5 T), un rumore statistico un fattore 7 dal valore previsto dalla QED, e di conseguenza sulla sezione d'urto fotone-fotone a bassa energia. Inoltre sono stati effettuate nuove, più precise, misure delle costanti di Cotton-Mouton in vari gas.
Questo esperimento è in fase di upgrade per cercare di migliorare ulteriormente la sensibilità ed arrivare alla prima misura diretta della birifrangenza magnetica del vuoto.

Attività/esperienza di Guido Zavattini:
- Progettazione, realizzazione e messa a punto del sistema di aggancio in frequenza di un laser Nd:YAG ad una cavità Fabry-Pérot ad alta finesse;
- Modifica dello schema Pound-Drever-Hall per l'aggancio in frequenza ad una cavità;
- Messa a punto di un ellissometro ad alta sensitività sfruttando una cavità Fabry-Pérot;
- Montaggio di un ellissometro dotato di una cavità con finesse maggiore di 6·105, di lunghezza fino a 6.4 metri;
- Misure della birifrangenza di specchi interferometrici;
- Misure di sensibilità dell'ellissometro;
- Utilizzo di un magnete superconduttore rotante di lunghezza 1 metro con campi fino a 6.5T;
- Analisi dati;
- Studio e conseguenze della birifrangenza intrinseca degli specchi di una cavità Fabry-Perot sulle misure di rotazione ed ellitticità;
- Caratterizzazione del rumore dell’esperimento e limiti di sensibilità;
- Studio dell'effetto sismico sulla sensibilità di un ellissometro e riduzione di vibrazioni;
- Utilizzo di magneti permanenti da 2.5 T di lunghezza di 90 cm, rotatanti fino a 20 Hz.

FISICA MEDICA
Le indagini PET (Positron emission tomography) e SPECT (Single Photon Emission Tomography) permettono di fornire immagini funzionali di organi. Permettono di individuare, ad esempio, zone di tessuto cardiaco morto a seguito di infarti, malfunzionamenti dell'attività cerebrale oppure tessuti con attività metabolica particolarmente elevata (tumori). Queste patologie non sono rivelabili da indagini morfologiche quali radiografie convenzionali o risonanze magnetiche. Inoltre studi di espressioni geniche (molecular imaging) possono essere fatti con queste tecnologie.
La risoluzione spaziale e sensitività di tali apparati sono diventate tali da potere acquisire immagini anche di piccoli animali aprendo un nuovo ambito di utilizzo nella sperimentazione di nuovi farmaci con enormi potenzialità.
È stato studiato e sviluppato un prototipo di un nuovo tomografo PET per piccoli animali basato su rivelatori multistrato di silicio spesso (fino a 1.5 mm) a doppia faccia. Le simulazioni effettuate hanno mostrato che un tomografo basato su tali rivelatori porterebbe ad una risoluzione spaziale limitata solamente dal range del positrone, rendendo trascurabili effetti dovuti alla non colinearità dei gamma emessi e della profondità di interazione. Misure sul prototipo hanno verificato i risultati delle simulazioni.

Attività/esperienza di Guido Zavattini
- Simulazione Monte Carlo;
- Software di ricostruzione tomografica con metodi analitici ed iterativi;
- Studio e sviluppo dell’elettronica front-end e di acquisizione per rivelatori al silicio;
- Studio della logica di acquisizione di un rivelatore multistrato al silicio per PET;
- Studio dell'utilizzo di rivelatori multistrato al silicio a doppia faccia per raggiungere risoluzioni spaziali migliori di 1 mm e sensitività assoluta maggiori del 5%.

Attività di ricerca pregressa in ordine temporale (iniziando da quelle più recenti) sono state in
- PET/SPECT/CT ad alta risoluzione per piccoli animali
- ASTRONOMIA A RAGGI-X con i satelliti BeppoSAX (rivelatore PDS e GAMMA-RAY MONITOR) e INTEGRAL (rivelatore JEM-X)
- TOMOGRAFIA OTTICA DI FLUORESCENZA
- RIVELATORI PER NEUTRONI VELOCI
- ESPERIMENTO OBELIX
- TESI DI LAUREA SUL PRINCIPIO DI EQUIVALENZA (ESPERIMENTO GAL)

FISICA MEDICA (Ferrara, 1994 - passato recente)
Nell'ambito delle ricerche PET e SPECT, presso il Dip. di Fisica dell'Università di Ferrara, è stato progettato e realizzato un tomografo PET-SPECT per piccoli animali con alta risoluzione spaziale e sensitività sfruttando matrici di scintillatore YAP:Ce (Ytirum Aluminum Perovskite drogato con Cerio) accoppiate a fotomoltiplicatori sensibili alla posizione. Tale prototipo, capace di lavorare sia in PET che in SPECT, è stato il primo al mondo nel suo genere.
Tale strumento è stato inoltre integrato con un tomografo CT in modo da acquisire sia immagini funzionali che morfologiche in contemporanea. Il prototipo di CT-PET/SPECT è stato già provato su banco con successo.

Attività/esperienza:
PET (Tomografia a emissione di positroni)
- Utilizzo di un nuovo scintillatori (YAP:Ce) a matrice e photomoltiplicatori sensibili alla posizione;
- Misure delle caratteristiche dello scintillatore YAP:Ce;
- Sviluppo di rivelatori sensibili alla posizione per applicazioni PET;
- Realizzazione di un tomografo PET per piccoli animali;
- Collaudo del tomografo in collaborazione e presso l'Istituto San Raffaele di Milano;
SPECT (Tomografia ad emissione di singolo fotone);
- Modifiche al tomografo PET di Ferrara (YAPPET) per applicazioni in SPECT;
- Misure SPECT su fantocci e su topi e ratti in-vivo;
- Collaudo e sperimentazione di farmaci su animali in-vivo usando il tomografo in modalità SPECT;
- Ricostruzione d’immagini sia con metodo analitico che con metodo iterativo;
- Misure quantitative di attività in ratti in modalità SPECT;
- Miglioramento della risoluzione spaziale del tomografo mediante il sovra campionamento del campo di vista;
Tomografo integrato PET-SPECT
- Realizzazione di un tomografo integrato PET e SPECT per piccoli animali;
- Realizzazione di immagini simultanee in PET e SPECT con il tomografo YAP-(S)PET;

TOMOGRAFIA OTTICA DI FLUORESCENZA (University of California at Davis, USA, 2002 - 2003)
Presso la University of California, Davis, (durante il mio congedo) si è avviata una nuova tecnica di indagine in-vivo per piccoli animali sfruttando la luce di fluorescenza emessa da fluorofori che possono essere legati a molecole biologiche. Infatti la luce con lunghezza d'onda oltre circa 600nm viene principalmente diffusa dai tessuti biologici e non assorbita. Questo metodo offre il vantaggio che i fluorofori non decadono nel tempo, come i radionuclidi per PET e SPECT, permettendo di seguire processi a lungo termine. Inoltre sono sostanze non radioattive.

Attività/esperienza:
- Studio di fattibilità;
- Progettazione dell'apparato;
- Realizzazione dell'apparato;
- Misure iperspettrali e deconvoluzione spettri di emissione;
- Analisi dati e immagini di fantocci e animali.

ASTRONOMIA X
Collaborazione in BeppoSAX (Ferrara, 1994 - 1999)
Il satellite BeppoSAX, lanciato con successo in Aprile 1996, è stato un satellite dedicato all'astronomia X nell'intervallo di energia 0.1 - 300 keV capace di fornire immagini del cielo e di fare spettroscopia di varie sorgenti. Inoltre era dotato di un gamma-ray burst monitor (20 keV - 600 keV) che ha permesso la scoperta delle controparti X dei misteriosi gamma-ray bursts.
Rivelatore PDS (Phoswich Detector System) del satellite BeppoSAX è stato sviluppato e calibrato in collaborazione con il gruppo di Ferrara. Il PDS era il rivelatore a campo stretto di raggi-X per la banda di energia fra 15 keV – 300 keV basato su scintillatori al ioduro di sodio e ioduro di cesio. Le schermature attive del PDS, composte di ioduro di cesio, costituivano il gamma-ray burst monitor (20 - 600 keV).

Attività/esperienza:
Sviluppo del rivelatore PDS:
- Calibrazione in energia del rivelatore complessivo presso la LABEN, Milano;
- Calcolo, via Monte Carlo, della matrice di risposta del sistema PDS;
- Calibrazione in energia e direzionalità del gamma-ray burst monitor presso ESTEC, The Netherlands.
Gamma ray bursts (1996 - 1999):
- Partecipazione alle misure ed alle analisi delle calibrazioni del gamma-ray burst monitor;
- Partecipazione alle campagne di misure e contributo all’analisi che hanno portato alla scoperta delle controparti X dei gamma-ray bursts.

FISICA NUCLEARE E SUBNUCLEARE DELLE ENERGIE INTERMEDIE (Bologna 1990 - 1993, Dottorato di ricerca)

Misura di neutroni veloci.
Sono stati sviluppati due sistemi di rivelatori per neutroni veloci:
Il primo era un sistema di quattro rivelatori a scintilaltore liquido NE213, con discriminazione n-gamma che permetteva la rivelazione di fiotti di neutroni veloci entro una finestra temporale di pochi nansecondi;
Il secondo, più lento, era uno spettrometro basato su uno scintillatore liquido NE213 accoppiato a vetri scintillatore drogati al 7Li per la cattura di netroni termalizzati. Tali vetri scintillatori producevano un segnale ritardato rispetto al segnale ‘prompt’ che permetteva, inoltre, un secondo stadio di discriminazione sulla forma dell’impulso. Tale spettrometro è stato prima calibrato in energia usando la tecnica del ‘tempo di volo’ e quindi, dato il suo fondo estremamente ridotto, utilizzato per la misura del fondo di neutroni veloci presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso.
Tali sistemi erano stati sviluppati allo scopo di misurare, presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, i neutroni veloci (2.5 MeV) eventualmente rilasciati da campioni di metalli e composti caricati con deuterio sia per via eletttrolitica che a pressione.

Attività/esperienza:
- Sviluppo a Bologna di uno spettrometro, a scintillatore liquido, per neutroni veloci con un doppio stadio di discriminazione n-gamma;
- Calibrazione dello spettrometro mediante la tecnica del tempo di volo;
- Simulazione del rivelatore mediante Monte Carlo scritto ad hoc;
- Messa a punto di un sistema di rivelazione per neutroni veloci emessi a fiotti e/o in continua;
- Misure del flusso e spettro di neutroni veloci nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, sala C;
- Ricerca di emissione di neutroni successiva all'inmissione di deuterio in metalli effettuate presso i Lab. Naz. del Gran Sasso dell'INFN.

Esperimento Obelix
Il programma dell'esperimento OBELIX è lo studio del meccanismo di annichilazione di antiprotoni ed antineutroni su nuclei, la spettroscopia di mesoni leggeri "ordinari" ed "esotici", la verifica di simmetrie fondamentali.
Attività/esperienza:
- Partecipazione alla costruzione del calorimetro elettromagnetico di OBELIX.

TESI DI LAUREA - ESPERIMENTO GAL (Pisa 1988-1989)
Esperimento per la verifica dell'equivalenza fra massa inerziale e massa gravitazionale.
Lo scopo dell'esperimento era di mettere in evidenza una differenza relativa dell'accelerazione gravitazionale fra sostanze diverse al livello di ∆g/g < 10-10.
Attività/esperienza:
- Sviluppo a Pisa di un collimatore per la misura del parallelismo fra fasci laser;
- Sviluppo al CERN di un interferometro con bracci paralleli verticali lunghi 7m;
- Attività di ottica e meccanica di precisione;
- Studio di sistematici nella fase di sgancio del grave.